COMPROCAUSA: CHI HA RAGIONE E RINUNCIA
In Europa una sentenza civile di primo grado arriva mediamente dopo tre-cinque anni. Così chi ha ragione lascia perdere per aritmetica. ComproCausa pre-valuta la causa gratis e, se è idonea, la segnala a fondi terzi: software, sito e marketing li abbiamo fatti noi.
Il contesto: avere ragione e rinunciare lo stesso
Una causa civile non si perde solo in aula. Nella maggior parte dei casi si perde molto prima, a un tavolo di cucina, quando qualcuno fa due conti e decide che non vale la pena. Il diritto c'è. Le prove pure. Ma servono anni e servono soldi, e i soldi servono subito. Così chi ha ragione lascia perdere. Non per torto: per aritmetica. ComproCausa è una startup nata per togliere di mezzo quell'aritmetica. È un cliente, non un progetto interno, e noi di Ninja Stuff ne abbiamo costruito il software, il sito e il marketing. Questo è il racconto di cosa fa, non di come è fatta.

I numeri stanno scritti a sito, con la fonte accanto, e sono la ragione per cui il prodotto esiste. Nel mondo circa un miliardo di persone non ha accesso adeguato alla giustizia civile (World Justice Project, Access to Justice 2024). In Europa una sentenza civile di primo grado arriva mediamente dopo tre-cinque anni (CEPEJ, European Judicial Systems 2024). In Italia una controversia civile costa in media a una famiglia oltre 7.000 euro: qui la cifra è una stima ComproCausa su dati CEPEJ 2024, ed è giusto dirlo. Messi in fila raccontano una cosa sola. Il diritto è garantito a tutti. L'accesso al diritto no.

Per una famiglia in Italia. Stima ComproCausa su dati CEPEJ 2024. Mentre la sentenza di primo grado in Europa arriva mediamente in 3-5 anni (CEPEJ, European Judicial Systems 2024). Non è l'esito a scoraggiare: è la distanza dall'esito.
“Il costo di difendere un diritto non dovrebbe superare il valore del diritto stesso.”
— ComproCausa
Cosa fa ComproCausa. E cosa non fa.
ComproCausa è la piattaforma che pre-valuta cause civili e commerciali e le segnala a fondi di litigation funding terzi. Il marchio è di OMEGA S.r.l., Milano. Detto da chi ha una causa in mano: racconti il tuo caso, ricevi un report che dice cosa hai fra le mani e quanto può valere, e se il caso è ritenuto idoneo viene segnalato a investitori disposti a sostenerne i costi. Le aree su cui il servizio si concentra sono sei, e non sono categorie giuridiche: sono situazioni in cui una persona normale si riconosce. Sinistri stradali e RC Auto. Malasanità ed errori medici. Violazioni GDPR e privacy, compresi diritto all'oblio, deindicizzazione e contenziosi con le big tech. Controversie contrattuali. Licenziamento e diritti dei lavoratori. Cause collettive. Sul perimetro, però, bisogna essere precisi: il nome del marchio è più corto della cosa che descrive, e la differenza è sostanziale.
ComproCausa non acquista la causa e non la finanzia. Pre-valuta, produce un report e mette in contatto con investitori terzi: il contratto di finanziamento si conclude fra il titolare del diritto e il fondo. E non sostituisce l'avvocato, che resta con il suo ruolo intero. Sono tre frasi che il sito dichiara a chiare lettere, perché sono il servizio e non una postilla.

Il percorso: quattro passaggi, uno per volta
Il percorso dichiarato a sito, passaggio per passaggio. Il report standard è gratuito: nessun costo prima né dopo.
| Passaggio | Cosa fa l'utente | Cosa ottiene |
|---|---|---|
| Sottoponici la tua causa | Compila il questionario di valutazione online, dichiarato in 10-15 minuti, senza documenti obbligatori | La causa entra in valutazione, a costo zero |
| Scopri quanto vale | Aspetta l'esito della valutazione | Un report gratuito con analisi descrittiva ed economica, in 72 ore lavorative indicative |
| Valuta potenziali offerte | Legge le proposte degli investitori interessati e decide se proseguire | Il contatto con un fondo terzo, quando il caso è ritenuto idoneo |
| Tutela la tua liquidità | Prosegue con un contratto che è fra lui e il fondo | Risparmio sulle spese legali |
Dieci-quindici minuti, senza gergo legale
Il punto più delicato dell'intero prodotto è il primo. Una persona che ha subito un danno non conosce il lessico del diritto, non ha un fascicolo pronto, e ha già provato almeno una volta a farsi spiegare qualcosa senza capirla. Se il questionario le chiede di qualificare giuridicamente la propria vicenda, si ferma lì, e il servizio non esiste. Quindi il questionario è scritto in lingua corrente e chiede alla persona di raccontare cosa le è successo, non di qualificarlo. Nessun documento è obbligatorio per cominciare. C'è assistenza per chi si blocca e una video-guida con capitoli per chi preferisce vedere prima di scrivere. Tutto si completa online, senza spostamenti né scanner, e in ogni momento si può vedere a che punto è la propria pratica — sapere dove sta la propria pratica vale quanto la pratica. I dieci-quindici minuti dichiarati sono una promessa di prodotto.
Il questionario e i tre pilastri: le due superfici su cui si gioca la fiducia.


Quello che arriva dopo è un report standard gratuito, con un'analisi descrittiva e un'analisi economica della causa, convalidata nel merito da un avvocato incaricato. Il termine dichiarato è 72 ore lavorative dall'invio del questionario completo, ed è indicativo. Su come si arrivi a quel report non diciamo nulla, ed è una richiesta del cliente con ottime ragioni dietro. Quello che conta per chi legge è che la valutazione arrivi motivata, scritta in modo comprensibile, e che non gli venga chiesto un euro né prima né dopo.
Poi c'è il terzo passaggio, ed è quello in cui ComproCausa si ferma. Se il caso è ritenuto idoneo, ComproCausa lo segnala agli investitori; se l'utente accetta, viene messo in contatto con il fondo, che propone un contratto di finanziamento, e le condizioni di cessione si pattuiscono insieme. Da lì in avanti il rapporto è fra il titolare del diritto e il fondo. Sul lato opposto del mercato lavora iurExtrade, il portale investitori gestito da OMEGA S.r.l., e sono in apertura gli sportelli dell'Ufficio dei Diritti. Accanto al percorso per le persone c'è una pagina dedicata alle imprese e una sezione partner divisa fra chi finanzia e chi segnala.
Il lavoro di Ninja Stuff
Di questo progetto abbiamo fatto il software, il sito, il digital e il performance marketing. Sul come non diremo una riga, ed è una scelta del cliente che condividiamo: è materia industriale riservata, e un case study non è il posto dove raccontarla. Che software, sito e campagne stiano in mano allo stesso team ha però un motivo pratico che si può dire. In un servizio così, il messaggio di una campagna e la prima domanda del questionario devono dire la stessa cosa, con le stesse parole e con lo stesso perimetro legale. Se le due cose le fanno due team diversi, la distanza si allarga a ogni ciclo.
Cosa abbiamo costruito e cosa continuiamo a far girare:
- ▸Il software della piattaforma, dal questionario alla pagina che tiene la persona aggiornata sullo stato della pratica.
- ▸Il sito pubblico, bilingue italiano e inglese, con una pagina dedicata alle imprese e una sezione partner divisa fra finanziatori e segnalatori.
- ▸Le FAQ estese: processo, costi, rapporto con l'avvocato e cosa succede se la causa viene persa.
- ▸La video-guida alla compilazione, divisa in capitoli, per chi vuole capire prima di scrivere.
- ▸Il digital e il performance marketing: intercettare le persone giuste e portarle al questionario.

In due lingue e fatto per essere usato dal telefono: un prodotto che si usa una volta sola nella vita non può chiedere altro.


Sul marketing la parte difficile non è il volume, è il momento. La domanda su cui lavoriamo non è "litigation funding": è quanto costa fare causa, quanto ci vuole, se conviene. La persona da intercettare è quella che sta per rinunciare, e va raggiunta mentre sta facendo quel calcolo, non tre mesi dopo che l'ha chiuso. Da lì in avanti l'unica cosa che il marketing deve fare è togliere di mezzo le obiezioni nell'ordine in cui arrivano — costa? no. impegna? no. mi serve un faldone? no — e consegnare al questionario una persona che ha già capito cosa sta per fare. Numeri di campagna qui non ne mettiamo: sono del cliente, e un case study che li inventa non serve a nessuno.
Il vero concorrente di un prodotto così non è un altro prodotto. È la rinuncia. Ogni scelta di interfaccia, di copy e di campagna va valutata contro quella: riduce o aumenta la probabilità che una persona con ragione chiuda la pagina e si tenga il torto subito?
La parte difficile di questo progetto non è stata costruirlo. È stata scrivere, in ogni schermata, dove finisce ciò che la piattaforma fa e dove comincia ciò che decidono una persona, il suo avvocato e un fondo. E il modo onesto di misurare ComproCausa, fra qualche anno, non sarà quante cause ha pre-valutato: sarà quante persone arrivate al questionario convinte di doverci rinunciare sono arrivate in fondo. Il resto — i report, i fondi, le offerte — è la conseguenza. La premessa è che qualcuno abbia smesso di fare quel conto a tavola e abbia deciso di provarci lo stesso.
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